Riqualificazione urbanistica
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Decadenza nella liquidazione definitiva della riqualificazione
Si discuteva, in un conflitto piuttosto concreto, ma facile da capire, se un procedimento di liquidazione definitiva all'interno di una riqualificazione forzata (cioè, la distribuzione e l'adeguamento di terreni e spese in un intervento urbanistico) fosse "decaduto" per il ritardo eccessivo nella risoluzione. In questo caso, la Amministrazione regionale ha approvato il conto di liquidazione definitiva di una riqualificazione legata all'esecuzione di una zona del piano regolatore del comune. Il problema è sorto perché sono trascorsi più di 3 mesi sono trascorsi più di 3 mesi La Corte Suprema di Giustizia (TSJ) ha dato loro ragione. L'idea è stata che poiché si tratta di un
procedimento avviato d'ufficio procedura avviata d'ufficio L'Amministrazione regionale ha fatto ricorso alla Corte Suprema (TS) e ha difeso il contrario, ossia che questo non è un "procedimento amministrativo comune" indipendente, bensì un'azione integrata all'interno del
processo di riqualificazione , e che quindi vale il termine urbanistico specifico di 5 anni dall'approvazione della riqualificazione (RGU art. 128 e 129). La Corte Suprema accoglie il ricorso argomentando che
non si applica la decadenza non si applica la decadenza del procedimento generale, perché la liquidazione definitiva fa parte del processo di riparto e non costituisce una procedura autonoma. Inoltre, specifica un aspetto importante, ovvero, anche se non viene rispettato tale termine di 5 anni, ciò costituirebbe una irregolarità non invalidante , cioè, non annulla automaticamente l'atto. Pertanto, la Corte Suprema annulla la sentenza precedente e ordina di riportare le azioni affinché venga emessa una nuova decisione.
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